Dò bon djé
patois di Neuchâtel
Si dice nel cantone Neuchâtel
Buongiorno
Dò bon djé è bonjour, preceduto da una paroletta che il francese non ha. Secondo il Glossaire des patois de la Suisse romande, questo dò accompagnava i saluti rivolti a qualcuno a cui si dà del voi, o a tutto un gruppo. Lo si diceva a La Brévine, nelle Montagnes, in Val-de-Ruz e qua e là nel Vignoble; altre forme si ritrovano nel Giura e in alcuni villaggi vodesi. Il Glossaire lo scrive dò bondjœ, nella sua notazione dei suoni; il gioco lo scrive in tre parole.
Che cosa vuol dire questo dò? Nel 1904 il Bulletin du Glossaire riportava la spiegazione dei montanari: due bonjour, dò come «deux», due. La trovava piuttosto stravagante e propendeva, senza esserne sicuro, per un pezzo del verbo donner, «dare», fuso con «vous», traccia di un augurio rivolto a Dio: in origine, ricordava, ogni saluto era un augurio. Il Glossaire va più tardi nella stessa direzione. Per il Glossaire, don è probabilmente il congiuntivo di donner, come in «Dieu vous donne bonjour», Dio vi dia il buongiorno, e la n si è persa a causa del suono nasale del bon che la segue. Un testo neocastellano del 1781 lo usa già.
Il patois neocastellano tacque poco dopo: secondo Wikipedia, i suoi ultimi parlanti si spensero nel corso degli anni Venti del Novecento. Da allora alcuni appassionati lo tengono in vita, senza che si trasmetta in famiglia.
Invece di inventare frasi in un patois che non si parla più in famiglia, ecco gli altri due saluti che il Bulletin del 1904 registra con dò nelle Montagnes neocastellane:
Fonti: Glossaire des patois de la Suisse romande, «don» (tomo V, p. 848) e «bonjour» (tomo II, p. 490); Bulletin du Glossaire des patois de la Suisse romande, «Les salutations dans les patois romands» (1904); Wikipedia in francese, «Neuchâtelois».