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Tradotto dal francese con l’aiuto di un’IA; fa fede il testo francese.

Gipeto

Gipeto

Gypaetus barbatus

Fascia
Alpina
Altitudine
1000⁠–⁠3500 m
Periodo di attività
tutto l’anno

Il più grande rapace delle Alpi, dalle ali lunghe e strette e dalla coda a losanga, con una barbetta nera sotto il becco. Si nutre soprattutto di ossa, che lascia cadere in volo sulle rocce per romperle. Scomparso dalle Alpi, vi è stato reintrodotto dal 1986, in particolare nel Parco Nazionale Svizzero.

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Sopra un ghiaione, un uccello immenso lascia cadere un osso, scende in picchiata verso i frammenti e ricomincia se l’osso non si è rotto. Il gipeto prepara il suo pasto.

Descrizione

Per la Stazione ornitologica svizzera, nessun uccello delle Alpi è più grande: 250-280 cm di apertura alare, per 5-7 kg. Le ali sono più sottili che negli altri avvoltoi, e la lunga coda termina a cuneo. Una barba di piume scure pende sotto il becco sia del maschio sia della femmina, senza che si sappia ancora a che cosa serva. L’adulto ha la testa e il ventre chiari; il giovane resta bruno scuro fino ai quattro anni circa.

Habitat

Secondo l’Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera, frequenta le montagne ricche di ungulati, selvatici o domestici. Costeggia i pendii planando, piuttosto basso, perché cerca le carcasse a vista. In Svizzera i suoi nidi occupano pareti tra i 1250 m, ad Ardon in Vallese, e i 2560 m, in Val Mora nei Grigioni.

Modo di vita

Secondo la Fondazione Pro Gipeto, nessun altro avvoltoio si è specializzato nelle ossa. Un succo gastrico molto acido ne dissolve il calcio, e la trachea sbocca quasi in punta al becco: respira persino con un osso di traverso in gola. La coppia cova dalla fine di dicembre: i pulcini nascono così alla fine dell’inverno, quando le carcasse non mancano, perché all’inizio hanno bisogno di carne. La femmina depone in genere due uova, ma il primo nato elimina il secondo. Secondo la Stazione ornitologica, il giovane prende il volo dopo 100-110 giorni.

In Svizzera

Accusato a torto di rapire gli agnelli, è stato sterminato: l’ultimo abbattimento noto nelle Alpi risale al 1913, in Valle d’Aosta. Torna grazie a giovani nati in cattività, liberati nelle Alpi dal 1986. In Svizzera i rilasci sono cominciati nel 1991 nel Parco Nazionale, che ne ha liberati 26 fino al 2007. Le prime nidificazioni del Paese risalgono allo stesso anno, a Derborence (VS) e al Pass dal Fuorn (GR). Il Paese conta 24-30 coppie (2021–2024), e la specie è in pericolo d’estinzione. Su scala alpina la popolazione, circa 350 uccelli, potrebbe raddoppiare entro dieci anni, ma basterebbero nove morti in più ogni anno per farla regredire. Le cause: piombo, abbattimenti illegali, cavi, impianti eolici, disturbo al nido.

Fonti: Stazione ornitologica svizzera, scheda della specie, testo dell’Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013–2016 e comunicato «Ça plane pour le gypaète» (2025); Fondazione Pro Gipeto, pagine «Biologie» e «Réintroduction»; Parco Nazionale Svizzero, ritratto del gipeto.