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Tradotto dal francese con l’aiuto di un’IA; fa fede il testo francese.

Botton d'oro

Botton d'oro

Trollius europaeus

Fascia
Montana
Altitudine
600⁠–⁠2600 m
Fioritura
maggio – luglio

Fiore giallo a forma di palla, con i sepali gialli, simili a petali, che restano chiusi gli uni sugli altri. Cresce a gruppi nei prati umidi e nei pascoli di montagna, fino alla fascia alpina. Piccoli insetti si infilano dentro la palla per nutrirsi e impollinarla.

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A fine maggio, in un prato umido di montagna, palle gialle oscillano in cima ai loro steli, raccolte in cespi. Nessuna si apre, nemmeno in pieno sole: il botton d’oro tiene il suo fiore chiuso come un bocciolo.

Descrizione

Quelli che sembrano petali sono sepali colorati. Secondo Info Flora ce ne sono da 10 a 15, di un giallo vivo, ricurvi gli uni verso gli altri fino a formare una sfera. Stando a uno studio pubblicato nel 2015 sulla rivista Ecology and Evolution, questa palla raggiunge 5 cm di diametro e racchiude una trentina di carpelli, una moltitudine di stami e piccoli organi che producono nettare. Il fusto, eretto e semplice, misura da 10 a 50 cm. Le foglie sono divise in lobi profondi e dentati, come le dita di una mano. Tra i suoi nomi tedeschi, Info Flora cita «Ankebälli», la pallina di burro.

Habitat

Info Flora lo segnala in tutta la Svizzera, nei prati e nei pascoli umidi, soprattutto nelle fasce montana e subalpina, più raramente in collina o nella fascia alpina. Lo si incontra nei prati a calta, nei prati da sfalcio di montagna e nelle praterie calcaree fresche. Altrove questa pianta artico-alpina abita il nord e il centro dell’Europa e le montagne del sud.

Ciclo di vita

Una popolazione fiorisce quasi tutta insieme, per due o tre settimane, e ogni fiore dura circa una settimana, di più quando piove. Poiché praticamente non si autofeconda, il botton d’oro ha bisogno di insetti, soprattutto di piccole mosche del genere Chiastocheta: sette specie in Europa, che si riproducono solo nei suoi frutti. Si infilano nella palla per mangiare, accoppiarsi, deporre le uova o ripararsi dal freddo, e portano via polline al passaggio. Le loro larve divorano una parte dei semi, poi svernano nel suolo. A lungo si è creduto che la pianta dipendesse solo da queste mosche. Ma in Polonia lo studio del 2015 ha seguito popolazioni che le avevano perse: quei bottoni d’oro si riproducevano più o meno altrettanto bene, e altri insetti, tra cui piccoli coleotteri, vi trasportavano polline.

In Svizzera

La Lista rossa non lo considera minacciato a livello nazionale, ma vulnerabile sull’Altopiano. La Confederazione non lo protegge; lo fanno sette cantoni, integralmente Basilea Campagna, Sciaffusa, Soletta e Turgovia, parzialmente il Giura, Zurigo e Appenzello Interno. Figura anche tra le specie caratteristiche degli obiettivi ambientali fissati per l’agricoltura.

Fonti: Info Flora, scheda della specie (secondo Flora Helvetica); T. Suchan et al., «Asymmetrical nature of the Trollius–Chiastocheta interaction», Ecology and Evolution, 2015.