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Tradotto dal francese con l’aiuto di un’IA; fa fede il testo francese.

Il treno rosso del Landwasser

Un treno rosso esce dalla parete di roccia, attraversa il viadotto del Landwasser e rientra nella montagna.

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Tra Schmitten e Filisur, nei Grigioni, la ferrovia dell’Albula scavalca la gola del Landwasser su un ponte di pietra in curva, poi s’infila dritta nella parete di roccia. La Ferrovia retica (FR), che la gestisce, ne ha fatto il proprio simbolo. Le sue pagine gli attribuiscono 65 m d’altezza e 142 m di lunghezza; Wikipedia ne conta 136. Cinque piloni sorreggono sei arcate a tutto sesto, ampie 20 m ciascuna, e il binario disegna una curva di 100 m di raggio salendo del 20 per mille.

Piloni senza impalcature

I tre piloni più alti sono cresciuti senza nessuna impalcatura intorno. Gru elettriche vi sollevavano il materiale, appese a travi tese fra torri di ferro: una per pilone, murata nella pietra, che saliva insieme a lui. La FR spiega la scelta con il risparmio, Wikipedia aggiunge le piene del fiume, e all’epoca il metodo era raro. Il progetto è di Alexander Acatos (1873-1950), ingegnere greco-svizzero; l’opera, eseguita da Müller & Zeerleder secondo Wikipedia, sorge tra il marzo 1901 e l’ottobre 1902, mese in cui vi passano i primi treni. Il calcare dolomitico dei piloni è stato estratto per lo più nella valle stessa. Solo la malta veniva da lontano, da una fabbrica di Unterterzen, nel Canton San Gallo. Il conto: 280 000 franchi, secondo Wikipedia. Bisogna aspettare il 2009 per il primo vero restauro: se ne rinforzano i giunti senza fermare i treni.

Una linea nel patrimonio mondiale

La galleria del Landwasser, lunga 216 m secondo Wikipedia, si apre proprio nella parete su cui poggia il ponte, a sud-est: i treni passano dal viadotto alla roccia senza stacco ed escono vicino alla stazione di Filisur, dove la linea di Davos si unisce alla loro. Il viadotto appartiene alla linea dell’Albula, da Thusis a St. Moritz; i lavori cominciano nel 1898 e il Dizionario storico della Svizzera ne data l’apertura al 1903 e 1904. La scheda dell’UNESCO vi conta 144 ponti e viadotti, oltre a 42 gallerie e tunnel. Insieme alla vicina linea del Bernina, nel 2008 entra nel patrimonio mondiale con il nome «Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina», un bene che la Svizzera condivide con l’Italia. Nata nel 1889, la compagnia ha una rete a binario stretto di circa 400 km, secondo lo stesso dizionario, e riassume l’essenziale sul viadotto in una pagina di fatti (in tedesco).

Sulla carta

La carta ha un solo treno, rosso e senza nome: una locomotiva e tre carrozze, senza logo, senza numero né scritte. Il suo viadotto è molto più lungo e più alto di quello vero, per scavalcare la gola così come la disegna il rilievo della carta, ma conserva le sue sei arcate. Il ponte vero porta a una sola galleria, all’estremità sud-orientale; la carta ne scava due, una per parte. Il treno esce dalla montagna, attraversa, sparisce nella roccia di fronte, poi torna nell’altro senso. Il resto della linea, da Thusis a St. Moritz, non c’è. I veicoli disegnati qui servono solo a giocare: non seguono alcun orario e non mostrano dove si trovano quelli veri. Per viaggiare consulta gli orari ufficiali; e se volessi che facessero di più, scrivici, trovi i nostri link in cima alla pagina.

Fonti: Ferrovia retica, pagine «10 Fakten zum Landwasserviadukt» e «Weltbekannt: Der Landwasserviadukt»; UNESCO, scheda «Rhaetian Railway in the Albula / Bernina Landscapes»; Dizionario storico della Svizzera, voce «Ferrovia retica»; Wikipedia, voci «Viaduc de Landwasser» (francese), «Landwasserviadukt» e «Albulabahn» (tedesco).