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Tradotto dal francese con l’aiuto di un’IA; fa fede il testo francese.

Stella alpina

Stella alpina

Leontopodium alpinum

Fascia
Alpina
Altitudine
1800⁠–⁠3000 m
Posizione
Di preferenza a solatìo
Fioritura
luglio – settembre

I suoi fiori sono circondati da brattee lanose bianche a stella, coperte di peli che li proteggono dal sole intenso e dal disseccamento. Cresce nei prati rocciosi calcarei e secchi, soprattutto sui versanti soleggiati. Diventata un emblema delle Alpi, è stata raccolta così tanto da essere protetta.

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Su un pendio calcareo in pieno sole, tra i sassi e l’erba rasa, una piccola stella di un bianco grigiastro, come ritagliata nel feltro, attira lo sguardo: una stella alpina.

Descrizione

Alta da 3 a 20 cm secondo Info Flora, è lanosa dal fusto alle foglie, strette e lunghe al massimo 5 cm. Il suo «fiore» è in realtà un mazzetto. Al centro, da due a dieci piccoli capolini giallastri riuniscono fiori minuscoli a forma di tubo, da 50 a 500 in tutto secondo Presenza Svizzera; tutt’intorno, da cinque a quindici brattee coperte da una fitta peluria bianca si aprono a stella. Questa lanugine attenua la radiazione del sole, e l’aria immobile che trattiene limita la perdita d’acqua, spiega il Parco Nazionale Svizzero.

Habitat

La stella alpina cerca il calcare. Info Flora la colloca sulle rocce e nei prati sassosi, soprattutto nella fascia alpina, dai prati secchi a sesleria alle creste esposte al vento. Il Parco Nazionale Svizzero la indica su versanti rivolti al sole, e non oltre i 3000 m. Fuori dalle Alpi cresce solo alla Dôle, nel Giura. Viene però da lontano: dall’Himalaya e dalla Siberia, da cui avrebbe raggiunto le Alpi durante una glaciazione, riferisce Presenza Svizzera.

Ciclo di vita

Perenne, supera la stagione avversa con le gemme a livello del suolo. Fiorisce da luglio a settembre, poi produce acheni, piccoli frutti secchi di circa 1 mm. Dagli anni Novanta la si coltiva a bassa quota, e la si vede sempre più spesso nei giardini.

In Svizzera

Il nome edelweiss, «bianco nobile» in tedesco, si impone solo a metà del XIX secolo, quando la stella alpina diventa l’emblema dei club alpini. Turisti e alpinisti la raccolgono allora come ricordo, al punto che è scomparsa da certi luoghi, secondo il Parco Nazionale Svizzero. Già nel 1878 Obvaldo vieta di strapparne le radici, una delle prime leggi di questo genere in Europa. La Confederazione non la protegge, ma Info Flora censisce undici cantoni che la proteggono integralmente e tre parzialmente. Non minacciata in Svizzera, è considerata vulnerabile nel Giura dalla Lista rossa. Orna perfino le insegne dei generali dell’esercito.

Fonti: Info Flora, scheda della specie; Parco Nazionale Svizzero, scheda della stella alpina e documento «Anpassung der Alpenpflanzen an ihren Lebensraum»; Presenza Svizzera (Dipartimento federale degli affari esteri), articolo «The mystical and mythical edelweiss».